Influencer o creator digitali e medici, chi è che attualmente guadagna di più? La risposta non è affatto semplice, tantomeno scontata: i dati parlano chiaro.
In un’epoca come quella che viviamo giornalmente, i classici lavori, i cosiddetti tradizionali non possono sicuramente sparire da un giorno a un altro: basta pensare ai medici e tutti i vari settori di specializzazione, ai dentisti, paradossalmente nonostante l’intelligenza artificiale anche ruoli come l’insegnante, l’impiegato comunale che non possono ancora essere sostituiti e oseremmo dire con un enorme grazie al cielo.

Eppure, alle professionali ritenute ancora classiche, subentrano molte altre mansioni che sino a un trentennio fa sarebbero state viste come novità, come assurdità addirittura. Pensiamo ad esempio ai creatori digitali, agli influencer, ai grafici pubblicitari, agli scrittori, ai content creator sia sul web sia sui social. Ad oggi questi lavori vengono abbondantemente pagati. Ma tra un lavoro in campo medico e uno in campo social, chi è che guadagna effettivamente di più?
I nuovi lavori che pagano quanto i classici: cosa dicono i dati
Come ha riportato il sito Adnkronos, Fiscozen ha esaminato le varie mansioni del 2024 e del 2025 focalizzandosi soprattutto sull’ultimo anno appena vissuto. Non solo però, perché sono stati analizzati anche i fatturati delle Partite IVA, che nel primo trimestre del 2025 sono state ben 200.000 come avviamento di nuova attività per persone fisiche. Cosa significa questo? Che molti hanno deciso di ‘mettersi in proprio‘ per ragioni di flessibilità e guadagno.
È soprattutto la Gen Z a vedere la Partita Iva come una nuova possibilità di guadagno e soprattutto come capacità di gestire il proprio tempo in modalità diverse da un classico lavoro da otto ore a tempo determinato o indeterminato. Fiscozen ha analizzato oltre 40.000 partite IVA attive e i dati parlano effettivamente chiaro.
Le professioni in crescita e in particolare quelle di medico, psichiatra, psicologi, pediatri, radiologi, ginecologi e fisioterapisti hanno avuto un fatturato medio di quasi 60.000 euro annui. Seguono subito dopo al secondo posto le professioni legate alle produzioni televisive con un fatturato medio di 40.000 annui. Successivamente troviamo le professioni legate al mondo elettrico e di impiantistica varia con un fatturato di 40.000 euro. Ma il dato più interessante riguarda proprio la figura dei content creators.
Quanto hanno guadagno i content creator nel 2025

Il 2025 è stato un anno davvero importante per quanto riguarda le aperture delle Partite IVA, in particolare per le regolari attività di content creators ed influencers. Difatti il fatturato medio annuale del 2025 è stato poco più basso di quello del settore elettrico e di impiantistica, circa 39.000 annui. Questo dato è fondamentale perché ci permette di comprendere quanto soprattutto la generazione più giovane abbia deciso di investire in nuove modalità lavorative in cui il fatturato non dipenda esclusivamente dalle ore lavorate, ma anche dalla scelta delle aziende con cui collaborare, tempo da organizzare in totale autunomia.
Purtroppo però, troviamo anche l’altra faccia della medaglia. Come si intuisce, l’apertura della Partita IVA genera costi e pressioni fiscali non indifferenti, registrando negli utenti possessori burnout, disturbi legati al sonno, ansia e forte stress. Oltretutto la disparità di genere continua ad esistere anche nel campo della libera professione. Gli uomini con Partita IVA registrano circa i 18,3% in più di guadagno rispetto alle donne, come riporta sempre Adkronos. Nonostante questo, il futuro è sempre più chiaro sulla scelta di nuove modalità lavorative. I giovani non vogliono più sottostare a un regime classico.





