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Oklo, il reattore nucleare di 2 miliardi di anni fa: il mistero scientifico che spiega l’origine dell’energia

La scoperta di un reattore nucleare naturale datato 2 miliardi di anni, avvenuta nel 1972 e destinata oggi a darci risposte più chiare sull’origine dell’energia.

Un reattore nucleare datato 2 miliardi di anni: un mistero fitto e che se risolto in pieno risolverebbe tante questioni ancora aperte sull’origine dell’energia. Non vi è alcuna teoria suggestiva, ma siamo di fronte a un fatto confermato da prove chimiche e isotopiche estremamente precise, e che dimostra e scioglie diversi dubbi, spiegando che la fissione non è un’invenzione dell’era moderna, ma un processo che la natura stessa ha innescato molto prima dell’esistenza dell’uomo.

Oklo, il reattore nucleare di 2 miliardi di anni fa: il mistero scientifico che spiega l’origine dell’energia (IstitutoBoselli.it)

Insomma, grazie a questa scoperta, oggi possiamo affermare che quando la vita era ancora primordiale e i continenti avevano forme diverse, la Terra sperimentava già fenomeni nucleari complessi e autoregolati, una dimostrazione di come il nostro pianeta sia estremamente sorprendente e capace di destare note di stupore. Questa vicenda, che mette insieme due scienze come geologia e fisica, inizia nel 1972, in una miniera di uranio nella regione di Oklo, nell’attuale Gabon.

La scoperta del reattore nucleare naturale: come è potuto accadere

Durante l’estrazione dell’uranio, alcuni tecnici si accorsero che qualcosa non tornava: il minerale, infatti, presentava una percentuale di uranio-235 leggermente inferiore a quella naturale. Si trattava di una differenza minima, ma scientificamente anomala e per tale ragione non si poteva pensare fosse casuale, così dopo varie analisi, gli scienziati arrivarono a una conclusione sorprendente: in quel luogo, circa due miliardi di anni fa, la natura aveva acceso da sola un reattore nucleare.

La scoperta del reattore nucleare naturale: come è potuto accadere (IstitutoBoselli.it)

Si, avete capito bene: non state leggendo un racconto sci-fi, ma siamo di fronte a un fatto scientifico ben comprovato ed estremamente interessante. Ovvero che se oggi per far funzionare una centrale nucleare servono tecnologie avanzate e controlli rigorosi, in quel territorio e circa 2 miliardi di anni fa, quelle condizioni si crearono in maniera del tutto spontanea. Banalmente, in quell’epoca l’uranio-235 era più abbondante rispetto a oggi, quindi era più facile che si innescasse una reazione nucleare.

Come avveniva il processo di fissione in maniera naturale

La scienza è riuscita a ricostruire anche come tutto ciò avvenisse: l’acqua che filtrava nelle rocce aiutava il processo, ossia rallentava le particelle coinvolte nella reazione, permettendo all’energia di liberarsi in modo graduale e non esplosivo. Un sistema davvero “intelligente” ed equilibrato, perché quando la temperatura saliva troppo, l’acqua evaporava e la reazione si fermava, invece quando tutto si raffreddava, l’acqua tornava e il processo riprendeva.

Come avveniva il processo di fissione in maniera naturale (IstitutoBoselli.it)

In tal modo, il reattore naturale di Oklo funzionò a intermittenza per centinaia di migliaia di anni, producendo energia in modo stabile. Ma come è possibile arrivare a questa certezza granitica, vi sarete chiesti? Gli scienziati hanno scoperto che le rocce conservano ancora le tracce di quelle antiche reazioni, in quanto sono stati trovati elementi chimici che si formano solo durante la fissione nucleare, nelle stesse zone in cui l’uranio risulta “consumato”, insomma nessuna ipotesi, ma tutto si basa su analisi precise.

Published by
Gabriele Mastroleo