C’è una moneta italiana ricercatissima dai collezionisti: forse ce l’hai in casa in qualche cassetto, ma comunque è una lira che vale un patrimonio.
Tra le vecchie lire dimenticate in fondo a un cassetto potrebbe nascondersi un piccolo tesoro: quella che per molti è una suggestione da collezionisti romantici, in realtà, è una possibilità concreta, da tenere anche bene in considerazione. C’è solo da capire bene cosa e dove cercare, ma soprattutto come vengono davvero stabilite le valutazioni nel mondo della numismatica. Quest’ultimo punto è fondamentale per non cadere in errore, fidandosi di chi può farci fare scelte sbagliate o cadere in inganno.
Infatti, il valore dipende da un equilibrio molto preciso tra rarità, stato di conservazione, domanda di mercato e autenticità certificata. Senza questi elementi combinati, anche una moneta storicamente interessante può avere un prezzo modesto: capita un po’ a tutti, del resto, di farsi prendere la mano dalla compravendita di questa o quella moneta, pensando di fare un affare, quando in realtà nemmeno sappiamo cosa abbiamo davvero tra le mani.
Tra le lire italiane, ve ne è una coniata agli arbori del fascismo che ha un valore straordinario e che potrebbe essere un affare ritrovarsela in casa e piazzarla per la vendita: si tratta delle 20 lire note come Littore, una moneta in oro a 900 millesimi, con l’effige di Vittorio Emanuele III e sul retro il fascio littorio. In condizioni eccezionali, ovvero in stato prossimo al Fior di Conio e con perizia certificata, può raggiungere cifre molto elevate nelle aste specializzate.
Se ce l’avete, potete piazzarla all’asta a un prezzo decisamente alto, ma sicuramente scordatevi di potervi comprare con quei soldi un appartamento, come millantato da molti soprattutto su blog e siti di e-commerce. Ricordatevi che sono soprattutto alcune lire repubblicane degli anni Quaranta e Cinquanta in condizioni Fior di Conio che possono arrivare a migliaia di euro, ma solo in casi rari e dietro consulto di un esperto di numismatica.
Una delle monete che ha preso maggior quotazione negli anni – ma si parla sempre di qualche migliaio di euro – è la cosiddetta 100 Lire Minerva del 1954 con la scritta Prova. Si tratta di una moneta distribuita in pochissimi esemplari e classificata con grado di rarità molto alto, spesso indicato come R3 o superiore: perché abbia un valore superiore a quello di una rara moneta con oltre 70 anni di storia deve però avere quella dicitura di prova in evidenza.
Anche la 500 Lire d’Argento Caravelle del 1957 nella versione Prova è molto ricercata, con la variante con le bandiere controvento che è diventata quasi leggendaria, ma della quale praticamente se ne ignora la reale esistenza in circolazione. Monete rare e con un certo valore, che se ben tenute possono valere quanto lo stipendio mensile medio di un lavoratore italiano, sono la 10 Lire Olivo 1947 o la 2 Lire Spiga 1947: devono però rispettare criteri di forte esigenza per i collezionisti.