La malattia che ha sconvolto la vita di uno dei co conduttori di Sanremo: anche un defibrillatore che gli ha salvato la vita e oggi un sogno che si realizza.
Dietro il sorriso di chi siamo abituati a vedere o ascoltare ogni giorno, spesso si nascondono battaglie silenziose che nessuno immaginerebbe: una di queste l’ha combattuta per anni uno degli ospiti e co conduttore della seconda serata del Festival di Sanremo. Non è un’eccezione e nemmeno una novità: il mondo dello spettacolo è fatto di luci, applausi e riflettori puntati addosso, ma anche di fragilità profonde, paure e percorsi personali tutt’altro che semplici.

Proprio uno dei volti più noti della radio italiana, oggi protagonista anche sul palco più importante della musica italiana, ha scelto di raccontare una parte molto delicata della sua vita. Un’infanzia e un’adolescenza segnate da una diagnosi difficile da accettare: a soli 15 anni si è trovato ad affrontare un intervento che avrebbe cambiato per sempre la sua quotidianità. Infatti, da adolescente gli è stato impiantato un defibrillatore cardiaco, necessario per tenere sotto controllo una patologia considerata inguaribile.
La malattia di Gianluca Gazzoli, voce amata in radio e ospite a Sanremo 2026
Una scelta salvavita, ma anche un peso enorme per un ragazzo che magari a quell’estate ha smesso di pensare ai suoi sogni: lui è Gianluca Gazzoli, oggi volto e voce amata di Radio Deejay, ma con alle spalle un’adolescenza tutt’altro che semplice. Dietro il sorriso, l’energia e la capacità di intrattenere, si nasconde infatti una storia personale segnata da una malattia cardiaca che lo accompagna fin da ragazzo e che lui ha scelto di non tenere nascosta.

“Me l’hanno messo a 15 anni’, ha raccontato parlando del defibrillatore impiantato nel cuore, un dispositivo salvavita appunto, assolutamente necessario per tenere sotto controllo una patologia che non gli ha mai dato tregua. Dopo un intervento delicato, arrivato in un momento della vita in cui tutto sembra possibile, l’adolescenza, per lui, invece, è stato l’inizio di una nuova realtà, coi primi e dolorosissimi anni e poi le prime rivincite.
I sogni di Gianluca Gazzoli e la sua rinascita
L’impossibilità di praticare sport, il basket su tutti, è stata una rinuncia dolorosa: “Non potevo più fare sport e tutto ciò che volevo, basket in primis. Ero insicuro e non lo accettavo”, ha confessato. Accettare un limite fisico così importante, a 15 anni, è stato un percorso lungo e complesso, non solo la malattia in sé, ma anche il rapporto con il dispositivo impiantato. “Facevo spesso cose come se non lo avessi: superavo il limite e partiva la scossa. Era pesantissimo”, ha confidato.

Le parole di Gianluca Gazzoli raccontano non solo il dolore fisico, ma anche la ribellione silenziosa di un ragazzo che non voleva sentirsi definito dalla propria condizione: alla malattia, si sono aggiunti anche gli attacchi di panico, un carico emotivo importante da sostenere, ma lui col tempo ha imparato ad accettare la sua condizione, a conviverci e a trasformarla in parte della propria forza e passato quel periodo tremendo, non solo ha ricominciato a vivere, ma l’avventura radiofonica è stato il suo definitivo riscatto.





