Bonus Tari in bolletta, i requisiti per ricevere lo sconto: non basta l’Isee

Una nuova agevolazione fiscale per chi è in difficolta, il Bonus Tari: di cosa si tratta, come richiederlo e quali sono i requisiti necessari per poterlo sfruttare.

Una buona notizia sta arrivando direttamente nei bollettini della TARI inviati dai Comuni tra marzo e aprile: il bonus sociale sui rifiuti è finalmente operativo. Dopo anni di attesa, la misura è diventata concreta e molte famiglie vedranno applicato uno sconto sulla tassa dei rifiuti senza dover presentare una domanda specifica. Il bonus TARI nasce diversi anni fa, con l’articolo 57-bis del Decreto Legge n. 124/2019, ma è rimasto a lungo sulla carta.

modello f24 per il pagamento della tari e bonus
Bonus Tari in bolletta, i requisiti per ricevere lo sconto: non basta l’Isee Istitutoboselli.it

Solo con il DPCM 24/2025 è diventato effettivo, consentendo finalmente l’applicazione dello sconto nelle bollette dell’anno in corso. Si tratta di una riduzione del 25% sull’importo dovuto per la TARI: un taglio significativo, soprattutto per chi fatica a sostenere le spese domestiche. Il meccanismo è simile a quello già previsto per i bonus sociali di luce e gas, ma con alcune regole precise che è importante conoscere.

Bonus Tari, quali sono i requisiti necessari per poterlo richiedere: ecco cosa sapere

A differenza di quello che si possa pensare, per poter avere il Bonus Tari non basta avere un ISEE basso. Infatti, ci sono condizioni, tempistiche e dettagli che possono fare la differenza tra ottenere lo sconto o perderlo. Ovviamente, com’è giusto che sia, il primo requisito riguarda appunto l’ISEE. Hanno diritto al bonus TARI le famiglie con:

  • ISEE fino a 9.530 euro, se il nucleo ha fino a tre figli a carico;
  • ISEE fino a 20.000 euro, se i figli a carico sono almeno quattro.

Il bonus viene riconosciuto automaticamente all’utenza domestica intestata a uno dei componenti del nucleo familiare indicato nell’ISEE. Non serve fare domanda separata, ma sarà sufficiente aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Sarà poi l’INPS a trasmettere i dati ai gestori del servizio rifiuti.

bidoni della raccolta differenziata e bonus
Bonus Tari, quali sono i requisiti necessari per poterlo richiedere: ecco cosa sapere Istitutoboselli.it

Un fattore determinate sono però le tempistiche, infatti, il bonus TARI 2026 conta l’ISEE presentato nel 2025. Quindi, tutti coloro che non ha rinnovato l’attestazione entro quell’anno, oppure hanno superato le soglie previste, non riceveranno alcuno sconto nel 2026, anche se la situazione economica nel frattempo è peggiorata.

C’è poi un dettaglio spesso sottovalutato: chi presenta la DSU dopo il 20 dicembre e ottiene l’attestazione ISEE nell’anno successivo dovrà aspettare l’anno dopo ancora per beneficiare del bonus. In pratica, una DSU presentata a fine dicembre può far slittare lo sconto di un intero anno, per via dei tempi tecnici di trasmissione dei dati tra INPS e Comuni.

Attenzione però, perché c’è un dettagli fondamentale che potrebbe cambiare tutto, ossia in presenza di morosità, il Comune può utilizzare il bonus per compensare le somme arretrate, ma solo dopo aver inviato un sollecito formale con l’indicazione dell’importo dovuto e dell’intenzione di trattenere lo sconto.