Il tuo vicino ha installato delle telecamere in condominio? Sai che se non rispetta questa regola gliele puoi far togliere?
La sicurezza domestica è una preoccupazione sempre più diffusa e infatti sempre più gente, nelle proprie abitazioni private, installa telecamere che controllano l’esterno per sentirsi più tranquille e monitorare eventuali movimenti sospetti. A rendere tutto più facile, ci si mettono i costi di installazione e la facilità con cui vengono installati questi dispositivi, ma per la rubrica “non tutti sanno che…” dobbiamo rovinarvi la vostra voglia di sentirvi più sicuri, ricordandovi che ci sono delle regole.

La questione è questa: molto spesso, l’obiettivo della telecamera non si limita a riprendere lo spazio privato del proprietario, ma finisce per inquadrare anche aree che non gli appartengono. Può succedere, ad esempio, che una videocamera installata per controllare il proprio ingresso riprenda anche parti della casa del nostro vicino, soprattutto se si vive in condominio, e a quel punto subentra quello che è il diritto alla privacy altrui.
Quando è illegale installare telecamere fuori dalla propria abitazione
Partiamo dal principio, ovvero dal fatto che, in linea generale, chi installa una telecamera nella propria casa può farlo senza particolari autorizzazioni, il problema è che deve assicurarsi che l’apparecchio sia rivolto solo verso la sua proprietà. Questo significa che l’inquadratura dovrebbe limitarsi a controllare solo casa propria, mentre non può verificare ciò che avviene attorno, a partire dagli spazi comuni del condominio.

In quel caso, si viola la legge, perché la normativa italiana tutela la vita privata dei cittadini e riprendere qualcuno senza il suo consenso, anche involontariamente e per la propria salvaguardia personale, può essere considerato una forma di interferenza nella vita privata. Non è necessario che le immagini vengano registrate o salvate per commettere un illecito: anche la semplice ripresa in tempo reale può creare problemi legali se invade la sfera personale di un’altra persona.
Basta appendere un cartello fuori: FALSO!
C’è poi una credenza che non corrisponde assolutamente a realtà, ovvero molti pensano che basti appendere un cartello con scritto “area videosorvegliata” per essere in regola: non è così semplice. L’avviso può essere utile in alcune situazioni, ma non autorizza a filmare liberamente ciò che accade davanti alla porta dei vicini o nelle zone comuni di un edificio e la telecamera deve comunque rispettare dei limiti precisi, lo stesso vale per dispositivi come i videocitofoni di ultima generazione.

Questi, ad esempio, permettono di vedere chi passa davanti alla porta tramite lo smartphone, pratica di per sé irrispettosa della privacy altrui, inoltre anche gli spioncini digitali funzionano in modo simile, ovvero sono strumenti comodi e spesso pensati per aumentare la sicurezza domestica. Ma se vengono usati per osservare continuamente ciò che accade fuori dalla propria abitazione possono diventare problematici.
Come tutelare la propria privacy dalla telecamera del vicino
Quando dunque una persona si accorge che una telecamera del vicino riprende anche il suo ingresso o i suoi spazi privati, ha il diritto di chiedere che venga spostata o regolata diversamente. Spesso basta parlare con il vicino e spiegare la situazione per trovare una soluzione semplice, come cambiare l’angolazione dell’obiettivo, ma non è detto che soprattutto nei condomini si possa arrivare anche a chiedere l’intervento legale.
La tecnologia, insomma, può essere un grande aiuto per proteggere la propria casa, ma deve sempre essere utilizzata con attenzione e rispetto per gli altri. Installare una telecamera non significa avere il diritto di controllare tutto ciò che succede intorno e basta un piccolo accorgimento nell’orientare l’obiettivo, oppure parlare prima con vicini e condomini, per evitare discussioni e, in subordine, possibili problemi con la legge.





