È in arrivo una nuova riforma della sanità che apporterà grandissime novità per il medico di base: adesso sarà più facile trovarlo e le attese saranno decisamente inferiori e minori.
Il medico di famiglia è tra le figure più importanti su cui ciascun nucleo familiare può contare. Introdotto nel 1978, questo tipo di professionista non è altro che un punto di riferimento per migliaia di famiglie italiane per ottenere cure territoriali.
In questi ultimi anni, la figura del medico di famiglia ha vissuto una vera e propria crisi. Considerando i dati della Fondazione Gimbe, che rivelano la mancanza di oltre 5 mila medici, e l’avvicinarsi del pensionamento di quasi 8 mila professionisti, si capisce bene perché lo Stato ha deciso di intervenire e di indire una nuova riforma della sanità.
Sebbene ad oggi non sia stata ancora approvata, sembrerebbe che la proposta non sia affatto una cosa da niente. Anzi, se da una parte va a favore del dottore curante, cambiandogli anche il salario ed alcune mansioni, dall’altra risponde perfettamente alle esigenze del popolo. Non solo, infatti, c’è la serissima possibilità che si trovi il medico di famiglia nel minor tempo possibile, ma anche che le lista d’attesa non siano più infinite.
La prima novità (assoluta) che prevede questa nuova riforma è il modo in cui i medici accederanno alla professione, che verrà quindi fatto tramite un concorso pubblico, con un inquadramento nel Servizio sanitario nazionale più simile a quello degli altri professionisti sanitari. I medici che sono già in servizio, dal canto loro, potranno scegliere se continuare l’attuale regime di libera professione oppure optare per il nuovo modello di lavoro dipendente.
L’orario lavorativo settimanale del medico di famiglia sarà impostato a ben 38 ore da suddividere in ambulatorio (ben 20 ore settimanale a differenza di adesso che ne sono 15 e 18 da riservare alle cure territoriali, tra cui assistenza domiciliare, gestione dei pazienti cronici e attività nelle Case della Comunità). Inoltre, la nuova riforma prevede una perfetta integrazione del medico di famiglia con altre figure assistenziali, come psicologi ed infermieri.
Oltre a questo, poi, la nuova riforma prevede un aumento salariale di circa il 5,78%. In particolare, si legge che il sistema di retribuzione sarà misto. Quindi, prevederà una quota fissa e una parte variabile, che varierà a seconda dei diversi obiettivi. Inoltre, a subire una grossa modifica sarà il percorso formativo dei medici. Il tradizionale corso regionale triennale verrà sostituito da una specializzazione universitaria quadriennale.
Infine, saranno formate le cosiddette Case della Comunità dove l’assistito può trovare un’equipe di medici, a partire da dottori di medicina generali fino a pediatri, specialisti, infermieri e psicologi. In questo modo, non si dovrà aspettare più tanto tempo, ci sarà una copertura di circa 20 mila pazienti e si gestiranno meglio le urgenze.