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Motore del condizionatore: se l’hai posizionato in questo modo il condominio adesso può fartelo togliere

La sentenza che fa discutere riguarda uno dei tanti nodi delle norme condominiali, ovvero l’installazione di un condizionatore.

Se vivi in condominio e vuoi installare un condizionatore, ma anche un’antenna televisiva, c’è una cosa che devi assolutamente sapere ovvero che l’utilizzo delle parti comuni dell’edificio per esigenze personali è spesso motivo di discussione tra i proprietari degli appartamenti e potrebbero farti causa gli altri condomini. Anche se queste aree appartengono a tutti i condomini, il loro uso non può creare problemi agli altri né comportare interventi invasivi o non necessari sulle strutture comuni.

Motore del condizionatore: se l’hai posizionato in questo modo il condominio adesso può fartelo togliere (IstitutoBoselli.it)

Si tratta di una tematica annosa, rispetto alla quale si è pronunciata la Corte d’Appello di Roma, chiamata a decidere su una controversia tra alcuni condomini e il loro condominio riguardante la possibilità di installare un’antenna televisiva e il motore di un impianto di climatizzazione sul tetto dell’edificio. Tutto parte dal 2017, quando i proprietari di un appartamento avevano chiesto all’assemblea condominiale l’autorizzazione a collocare il motore del condizionatore e un’antenna su una parete comune.

La controversia sull’installazione di un’antenna e un motore del condizionatore in un condominio

A loro avviso, non davano fastidio a nessuno, essendo un muro senza finestre che si trova oltre il tetto dello stabile, inoltre nella stessa zona era già presente un altro motore di climatizzazione. Gli stessi condomini avevano inoltre chiesto di poter accedere alla copertura dell’edificio passando da una botola situata sul pianerottolo dell’ultimo piano e di ottenere le chiavi di alcuni cancelli installati lungo la scala. Richieste respinte dall’assemblea condominiale e a quel punto parte il ricorso degli interessati.

La controversia sull’installazione di un’antenna e un motore del condizionatore in un condominio (IstitutoBoselli.it)

Durante il processo il condominio aveva contestato le loro pretese sostenendo, tra le altre cose, che alcune superfici della copertura, come il lastrico solare e un locale adibito a magazzino, non fossero beni comuni ma pertinenze appartenenti in modo esclusivo a un altro proprietario. La botola inoltre nel frattempo diventata un lucernario fisso, così era arrivata la sentenza del Tribunale di Roma aveva dato ragione ai condomini solo su un punto: quello relativo ai cancelli installati sui pianerottoli della scala.

Cosa ha stabilito la giustizia italiana rispetto alle richieste dei condomini

Il giudice aveva stabilito che quei cancelli non potevano impedire agli altri proprietari il passaggio nelle parti comuni e aveva ordinato al condominio di rimuoverli oppure di consegnarne le chiavi a tutti i condomini. Per tutto il resto, le richieste di chi aveva fatto causa sono state respinte, così i condomini avevano presentato appello sostenendo che il Tribunale avesse deciso su questioni che non erano state sollevate dalle parti, ma adesso la Corte d’Appello di Roma ha però respinto queste contestazioni.

Cosa ha stabilito la giustizia italiana rispetto alle richieste dei condomini (IstitutoBoselli.it)

Il punto centrale della decisione riguarda il diritto del singolo condomino di usare le parti comuni dell’edificio e da questo punto di vista la Corte ha ricordato che questo diritto, previsto dal codice civile, non significa che ciascun proprietario possa installare liberamente impianti o apparecchiature dove preferisce. Se l’intervento rischia di incidere su proprietà altrui o di creare disagi agli altri condomini, chi vuole realizzarlo deve dimostrare che non esistono soluzioni alternative meno invasive.

Perché le richieste sono state respinte

I condomini non avevano presentato un progetto tecnico preciso né una consulenza che dimostrasse l’impossibilità di collocare il motore del condizionatore in un’altra posizione, ad esempio sulla parete esterna vicino al loro appartamento, soluzione che lo stesso condominio aveva proposto durante i tentativi di accordo. Allo stesso modo non era stato dimostrato che non fosse possibile utilizzare l’antenna centralizzata già presente sul tetto o altri sistemi per ricevere il segnale televisivo.

Richiamando diverse decisioni precedenti della Corte di Cassazione, in Appello si è insomma ribadito un principio ormai consolidato: un condomino può installare antenne o altri impianti anche su spazi che non gli appartengono solo se prova che non esistono alternative praticabili su aree proprie o su altre parti comuni meno problematiche. Senza questa dimostrazione, il diritto di usare le parti comuni o di accedere ai servizi non può prevalere automaticamente sui diritti di proprietà degli altri condomini.

Published by
Gabriele Mastroleo