Con l’arrivo della primavera è necessario spegnere i termosifoni, ma forse non tutti lo sanno: chi li accende nonostante lo spegnimento rischia una multa salatissima.
L’inverno, ormai, ha le ore contate. Nonostante le condizioni meteorologiche di questi ultimi giorni non sono per nulla confortanti, si può dire a gran voce che la primavera è veramente alle porte. E che, quindi, molto presto si dovrà fare a meno di giubbotti, cappelli e sciarpe e si dovrà dare il benvenuto ad un abbigliamento più leggero e fresco.
Con l’arrivo delle temperature più miti, anche in casa bisognerà apportare qualche ‘piccola’ modifica. In primis, si dovrà provvedere allo spegnimento dei termosifoni. E, a meno che non si disponga di una caldaia autonoma, che quindi permette di gestire da sé questo gesto, è bene sapere che bisogna aspettare delle date ben precise.
Così come per l’accensione, anche lo spegnimento è indicato dalla normativa italiana, che non fa altro altro che stabilire delle date in base alle diverse zone climatiche italiane. Coloro che, poi, non rispetteranno quest’obbligo e continueranno ad accendere i termosifoni anche dopo rischiano una multa salatissima.
La normativa italiana vigente, forse non tutti lo sanno, oltre a stabilire le date di accensione e spegnimento in base alle diverse zone climatiche, determina anche le temperature da rispettare all’interno di un’abitazione o fabbricato artigianali e industriale. Nel primo caso, infatti, non deve mai superare i 20 gradi e deve essere compresa tra i 18 e i 20. Nel secondo, invece, deve variare tra i 15 e i 18 gradi.
Detto questo, ecco quali sono le date in cui verranno spenti definitivamente i termosifoni e non si potrà più accenderli:
Le date, quindi, sono stabilite e sono chiare a tutti, ma attenzione: la normativa vigente sostiene che chi non la rispetta, rischia veramente grosso. In particolare, si parla di sanzioni che vanno dai 500 ai 3 mila euro. E, addirittura, in caso di recidiva possono aggiungersi ulteriori 800 euro.