L’Agenzia delle Entrate a caccia dei furbetti che pensano di farla franca usando servizi come PayPal e Revolut: cosa si rischia davvero.
Molte persone pensano che usare servizi come PayPal o Revolut sia un modo semplice per sfuggire ai controlli del Fisco, quasi come se quei soldi fossero “fuori dal sistema”. Questa idea nasce dal fatto che si tratta di conti esteri o digitali, diversi dal classico conto in banca italiana, ma in realtà, le cose non stanno così, ovvero non basta attivare questi conti e servizi digitali per sfuggire all’Agenzia delle Entrate e ai suoi controlli.

Oggi, infatti, le autorità fiscali dei Paesi europei collaborano tra loro in modo molto stretto e nulla sfugge a un controllo più approfondito di pagamenti fatti o ricevuti attraverso sistemi gestiti dall’estero e non dall’Italia. Questo significa che, anche se il conto si trova all’estero, i dati riguardanti le operazioni che vengono fatti da e verso tale conto possono essere richiesti e ottenuti senza particolari difficoltà.
Basta una segnalazione della tua banca per finire nei guai
Non è solo questo, perché spesso il controllo parte direttamente dall’Italia: quando trasferisci somme di una certa importanza dal tuo conto italiano verso uno estero, la tua banca è costretta a segnalare l’operazione. Da quel momento, il Fisco può approfondire e risalire a tutti i movimenti fatti verso l’estero, anche se questi sono di moderata entità: anche in questo caso, dunque, fate attenzione perché non è vero che versando o ricevendo piccole cifre si evitino controlli fiscali.

Se emergono soldi non dichiarati, la conseguenza più immediata è che dovrai pagare le tasse che hai evitato di pagare fino a quel momento, sperando così di farla franca, ma non finisce lì. Le tasse non pagate non solo sono retroattive, ma a queste – nel momento in cui emerge la “furbata” – si aggiungono sanzioni e interessi, che possono far crescere molto la cifra finale anche in maniera abbastanza esponenziale e preoccupante.
Evadere il Fisco via PayPal fa rischiare molto: come si viene scoperti
Nei casi più seri, infine, soprattutto quando si parla di importi elevati o attività continuative non dichiarate, si può andare incontro anche a problemi penali: quelle tue operazioni potrebbero infatti configurare un reato finanziario, perseguibile non solo in Italia, ma ance in altri Paesi Europei. Citando un recente esempio, la Corte dei Conti è riuscita a risalire a una persona che faceva attività di compravendita su siti di e-commerce esclusivamente via PayPal.

A quel punto, una volta che la vicenda è emersa, il Fisco ha analizzato l’intero storico delle transazioni registrate sul conto PayPal del soggetto in questione, riuscendo a ricostruire l’intero ammontare del reddito imponibile che non aveva dichiarato. In pratica, usare PayPal o altri servizi simili non offre alcuna protezione reale: i movimenti restano tracciabili e, se non sei in regola, il rischio è di pagare molto di più in futuro rispetto a quello che si pensava di risparmiare.




