Ci sono bonus, contributi e detrazioni spesso poco utilizzati che però permettono di risparmiare diverse centinaia di euro all’anno.
Ogni anno lo Stato mette a disposizione diversi aiuti economici per le famiglie italiane, il problema reale è che molte persone non li conoscono o non sanno come richiederli. In pratica, migliaia di euro rimangono inutilizzati: nel concreto, soltanto nel 2026 ci sono almeno cinque bonus che possono aiutare davvero le famiglie, e per molti non servono pratiche complicate, eppure il rischio è che gran parte di quei fondi non vengano utilizzati.

Se contributi come il Bonus Sociale per le bollette o il Bonus Nido sono ampiamente sfruttati, spesso si ignorano infatti altri tipi di contributi, dal bonus per comprare degli occhiali da vista a quello per ammortizzare le spese veterinarie o ancora lo sconto sulla TARI e il bonus acqua potabile. Viene anche molto spesso poco richiesto il contributo affitto riservato agli Under 31. Cerchiamo di entrare nel merito di questi contributi e della loro erogazione.
Occhiali da vista e spese veterinarie: contributi che spesso ti perdi per strada
Partiamo da due contributi che spesso sono totalmente taciuti quando si parla di possibilità di ricorrere a dei bonus per un sostegno economico, uno in particolare è il bonus vista. Riservato a chi ha ISEE sotto i 10mila euro, corrisponde a un voucher da 50 euro per comprare occhiali da vista o lenti a contatto. La richiesta si fa tutta online, usando SPID, CIE o CNS, e il bonus è disponibile fino a esaurimento fondi, per cui vale la pena muoversi subito.

Chi ha animali domestici può detrarre il 19% delle spese veterinarie: vale solo sulla parte di spesa che supera 129,11 euro e fino a un massimo di circa 550 euro. Non è un vero e proprio bonus direttamente erogato ed è fondamentale conservare fatture e ricevute pagate con strumenti tracciabili. Altro contributo poco usato è quello per i giovani che si trasferiscono per vivere da soli: gli under 31 possono recuperare fino a 2.000 euro all’anno per i primi quattro anni di affitto, se il reddito non supera 15.458,12 euro.
Posso ottenere sconti anche sulla TARI e per l’acqua potabile
Quest’ultimo contributo è un risparmio automatico che spesso passa inosservato, in fondo basta indicare i canoni e il contratto nella dichiarazione dei redditi per ottenere la detrazione. Diverso il discorso che riguarda la TARI: se il tuo ISEE è sotto i 9.530 euro – o 20.000 euro se hai almeno quattro figli a carico – puoi avere una riduzione della tassa sui rifiuti fino all’80%. Ogni Comune ha regole diverse e diversi sconti: in alcuni lo sconto arriva automaticamente con la DSU, in altri bisogna fare domanda all’Ufficio Tributi.

Infine il bonus acqua potabile, anche questo non uno sconto sui consumi: dà invece diritto a un rimborso del 50% sulle spese per installare sistemi che migliorano l’acqua del rubinetto, come filtri, depuratori o sistemi di raffreddamento. Per esempio, se spendi 1.000 euro, puoi ricevere fino a 500 euro di credito d’imposta e serve inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio dell’anno dopo l’acquisto.





