Arriva un nuovo obbligo per tutti i condomini che potrebbe mettere in ginocchio milioni di famiglie italiane, ma la Legge parla chiaro.
Vivere in un condominio più o meno grande o più o meno piccolo non comporta soltanto una sorta di buon viver civile tra i vicini o i vari condomini, ma presenta anche dei diritti e dei doveri da rispettare e ovviamente far rispettare. In questo caso è l’amministratore di condominio a governare le varie faccende condominiali, comprese le riunioni di condominio, eventuali lavori che richiedano spese da parte di ogni famiglia, ma anche l’eventuale possibilità di accesso a bonus edilizi e così via.

L’amministratore di condominio solitamente percepisce un suo onorario a carico dei condomini ripartito in base ai millesimi di proprietà, anche in caso di inquilini che pagano un affitto(a carico del locatore tranne casi diversi riportati sul contratto). Adesso però la legge stabilisce qualcosa di diverso, mai visto sinora e che potrebbe mettere in ginocchio molte famiglie italiane.
Cosa succederà nei condomini italiani: guai per proprietari e locatori
Durante il XII convegno giuridico Anaci che si è tenuto a Baveno e organizzato dal Centro studi nazionale, la figura dell’amministratore di condominio è stata fortemente discussa, con un forte focus sulla ri-modernizzazione della stessa figura professionale. Se fino ad oggi per svolgere la mansione di amministratore bastava un semplice corso di formazione (spesso erogato dagli stessi enti di formazione cittadini a sostegno degli inoccupati), con la proposta di Legge la situazione si fa decisamente più stringente.
Per decenni molte realtà condominiali piccole, medie o grandi che siano, si sono rivolte a figure interne, ma anche esterne per amministrare le questioni legate al condominio e spesso bastava un semplice corso di aggiornamento annuale. Adesso invece si vira su una professionalizzazione estrema della figura dell’amministratore, che potrà esercitare il proprio ruolo se ha conseguito una laurea specifica o titolo equipollente in materia economico/giuridica e dovrà possedere una certificazione professionale certificata da enti accreditati.

Tutto questo potrebbe d’impatto sembrare altamente positivo. Tuttavia molte famiglie potrebbero ritrovarsi in ginocchio e i motivi non sono così difficili da intuire.
Cosa succederebbe per le famiglie dei condomini
La ragione che porterebbe molte famiglie in ginocchio è puramente economica: difatti laddove dovesse passare la legge, gli amministratori di condominio dovrebbero richiedere un loro onorario con parcelle più alte giustificando i corsi di formazione e le assicurazioni professionali dal punto di vista economico. Inoltre gli amministratori cosiddetti ‘storici‘ che non possiedono una laurea o una certificazione professionale dovranno lasciare i condomini, lasciandoli ‘scoperti‘ a favore di chi invece potrà operare nel settore, creando un vuoto d’offerta sempre più caro.





